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Hugo e l’Europa unita

Gli Stati Uniti d’Europa erano già nella visione lungimirante di Victor Hugo, il grande scrittore, poeta e drammaturgo, considerato il padr del Romanticismo in Francia. Quasi due secoli fa, al Congresso internazionale della pace svoltosi nel 1849 a Parigi, tenne un memorabile discorso sull’assurdità e la tragicità - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

Il dolore nell’arte

di Antonio Fogazzaro

Sull’orlo di un lago bizzarro che io amo, verde ai due capi, sottile e torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne tragiche, sereno a mezzo il corso nell’arco di un golfo idilliaco, si affaccia allo specchio maggiore delle acque una densa e signorile corona di ombra. Sovente per le vie solitarie di quell’ombra fui preso dal senso di una bellezza che più si prometta di quanto si sveli …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 20 gennaio 1752: posa della prima pietra della Reggia di Caserta

* 21 dicembre 1871: vene approvata la legge che trasferisce la capitale da Firenze a Roma

* 21 dicembre 1921 – a Livorno viene fondato il Partito Comunista d'Italia

Cara italia, ...

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Oltre mille italiani riposano a Breslavia, una delle più belle città della Polonia. A oltre un secolo dalla Grande Guerra non si dimentica uno degli eventi più tragici della storia nazionale, la disfatta di Caporetto, tra il 24 ottobre e il 12 novembre 1917. Città di 640.000 abitanti, Breslavia (Wrocław, in polacco) è stata la capitale storica della Slesia e nel 2016 è stata capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro.

Nel cimitero militare di Breslavia sono sepolti 1016 soldati italiani catturati nella battaglia di Caporetto durante la Prima guerra mondiale e deportati nei campi di prigionia tedeschi di Breslavia, della ...

Slesia e della Germania orientale, dove sono morti per la fame, il freddo e le malattie. Nell’area del Parco Grabiszyński il Governo italiano fece realizzare tra il 1927 e il 1928 il cimitero e all'incrocio dei due viali perpendicolari venne eretto un obelisco progettato dallo scultore Angelo Negretti, con la scritta Pax - L'Italia ai suoi figli caduti nella guerra mondiale MCMXV-MCMXVIII. Le lapidi sono state ricavate da pietre dell’altopiano del Carso, dove si svolsero le battaglie della Grande Guerra. Nello stesso cimitero nel 1943 furono sepolti altri venti militari catturati dai tedeschi e probabilmente fucilati nella città polacca dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Per portare un fiore e un segno di gratitudine per il loro ormai dimenticato sacrificio occorre prendere l’autobus numero 11 e giungere al capolinea “Cmentarz Grabiszyński”. Sulla destra si trova uno dei cimiteri più grandi di Breslavia e sul lato opposto un parco da attraversare a piedi per un po’ per superare i binari del tram. Si trovano quindi solo erba e alberi, si arriva a un cancello con la targa Sezione del Cimitero Militare Italiano Guerra 1915-1918, scritta in polacco dall’altro lato del cancello.

Oltre le memorie, Breslavia è una città incantevole, con tante testimonianze del passato e realizzazioni avveniristiche come la Skytower e la Fontana Multimediale. Chi vi giunge ammira la Piazza del Mercato con lo splendido Municipio, la Cattedrale, l’Isola della Cattedrale e le altre isole, la Piazza del Sale, la zona delle Antiche Macellerie, il Panorama di Raclawice, la Sala del Centenario con il parco circostante, lo Zoo con lo spettacolare Afrykarium, le Chiese di Santa Elisabetta e di Santa Maria Maddalena, tanti altri angoli caratteristici. Per gli italiani che non dimenticano, Breslavia è un luogo della memoria, di una ennesima sconfinata tragedia fra popoli confinanti, prima del grande sogno dell'Unione Europea. (Francesca Tengattini)

Test 4 Letteratura '900

 

EXPLICIT La fine di ...

La giada cinese

di Raymond Chandler

Tirò fuori dal panciotto la tessera di capitano di polizia e sorrise. Sorrisi anch’io, storto. Decisamente non era la mia giornata.

Tornai alla macchina, feci manovra e tornai indietro, verso Santa Monica. “Andiamo a casa a bere ancora un po’ di scotch”, dissi. ”Del tuo scotch”.

"Italia Italy" post

«Coltivo una rosa bianca, / in luglio come in gennaio, / per l’amico sincero / che mi porge la sua mano franca. / E per il crudele che mi strappa / il cuore con cui vivo, / né il cardo né ortica coltivo: / coltivo la rosa bianca». (José Martì, scrittore e politico cubano, L’Avana 1853-1895)

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