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L'ITALIA NELLA STORIA

* 28 settembre 1464: Corrado da Fogliano diventa governatore di Genova per gli Sforza di Milano.

* 28 settembre 1938: inizia la Conferenza di Monaco tra Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna.

INCIPIT L'inizio di ...

Abitiamo la terra

di Vladimir Maksimov

(Russia 1930-1995)

Per il quinto giorno consecutivo le piogge scorazzano e frugano sul tetto della nostra tenda. E benché il concetto di giorno, in quest’angolo di mondo in cui luce e notte s’avvicendano ogni sei mesi, sia molto ma molto relativo, la cosa non mi consola affatto, anzi…

Euro e Schengen

L'Euro (€) è la valuta ufficiale di 19 dei 27 paesi membri dell'Unione Europea. Questi paesi costituiscono la cosiddetta area dell'euro (o eurozona): Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, … - LEGGI TUTTO

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Oltre mille italiani riposano a Breslavia, una delle più belle città della Polonia. A oltre un secolo dalla Grande Guerra non si dimentica uno degli eventi più tragici della storia nazionale, la disfatta di Caporetto, tra il 24 ottobre e il 12 novembre 1917. Città di 640.000 abitanti, Breslavia (Wrocław, in polacco) è stata la capitale storica della Slesia e nel 2016 è stata capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro.

Nel cimitero militare di Breslavia sono sepolti 1016 soldati italiani catturati nella battaglia di Caporetto durante la Prima guerra mondiale e deportati nei campi di prigionia tedeschi di Breslavia, della Slesia e della Germania orientale, dove sono morti per la fame, il freddo e le malattie. Nell’area del Parco Grabiszyński il Governo italiano fece realizzare tra il 1927 e il 1928 il ...

cimitero e all'incrocio dei due viali perpendicolari venne eretto un obelisco progettato dallo scultore Angelo Negretti, con la scritta Pax - L'Italia ai suoi figli caduti nella guerra mondiale MCMXV-MCMXVIII. Le lapidi sono state ricavate da pietre dell’altopiano del Carso, dove si svolsero le battaglie della Grande Guerra. Nello stesso cimitero nel 1943 furono sepolti altri venti militari catturati dai tedeschi e probabilmente fucilati nella città polacca dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Per portare un fiore e un segno di gratitudine per il loro ormai dimenticato sacrificio occorre prendere l’autobus numero 11 e giungere al capolinea “Cmentarz Grabiszyński”. Sulla destra si trova uno dei cimiteri più grandi di Breslavia e sul lato opposto un parco da attraversare a piedi per un po’ per superare i binari del tram. Si trovano quindi solo erba e alberi, si arriva a un cancello con la targa Sezione del Cimitero Militare Italiano Guerra 1915-1918, scritta in polacco dall’altro lato del cancello.

Oltre le memorie, Breslavia è una città incantevole, con tante testimonianze del passato e realizzazioni avveniristiche come la Skytower e la Fontana Multimediale. Chi vi giunge ammira la Piazza del Mercato con lo splendido Municipio, la Cattedrale, l’Isola della Cattedrale e le altre isole, la Piazza del Sale, la zona delle Antiche Macellerie, il Panorama di Raclawice, la Sala del Centenario con il parco circostante, lo Zoo con lo spettacolare Afrykarium, le Chiese di Santa Elisabetta e di Santa Maria Maddalena, tanti altri angoli caratteristici. Per gli italiani che non dimenticano, Breslavia è un luogo della memoria, di una ennesima sconfinata tragedia fra popoli confinanti, prima del grande sogno dell'Unione Europea. (Francesca Tengattini)

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«Facciamo più quello che è giusto, invece di quello che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi». (Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, Firenze 1938-2004)

EXPLICIT La fine di ...

La roba

di Giovanni Verga

(Vizzini-Catania 1840-1922)

… Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: - Roba mia, vientene con me!

«Italiani» senza Italia

Non c’era ancora l’Italia, ma c’erano gli italiani. Nel Decameron di Giovanni Boccaccio (1313-1375) per la prima volta si parla esplicitamente di italiani, nella nona novella della seconda giornata. L’allegra brigata, che si era allontanata dalla città per sfuggire alla grande peste del Trecento ... - LEGGI TUTTO

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