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L'ITALIA NELLA STORIA

* 30 gennaio 2002: assassinio Samuele Lorenzi in quello che diventerà famoso come Delitto di Cogne (Aosta).

* 30 gennaio 2020: l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara il COVID-19 un pericolo mondiale.

INCIPIT L'inizio di ...

Lettere contro la guerra

di Tiziano Terzani

(Firenze 1938-2004)

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così. E solo quando il numero di quelli che restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più …

‘Rumagnul’ tedeschi

Sono sparsi per l’Europa, ma conservano forti radici con la propria terra e la propria cultura. Sono i romagnoli che vivono in terre dalla cultura tedesca, che hanno deciso di stringere un forte legame fra quanti vivono in Germania, nelle altre isole linguistiche tedesche e in varie nazioni mitteleuropee. Hanno perciò ... - LEGGI TUTTO

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Barriere e ponti animano il dibattito culturale e politico dei nostri giorni, fra aperture sconfinate fino all’utopia e divisioni che si estendono fino al razzismo. Il senso del limite, della barriera, del confine è stato scandagliato da molti scrittori e filosofi e segna anche la quotidianità della vita. Lo scrittore triestino Claudio Magris - nella Prefazione di L'infinito viaggiare, un testo proposto anche ai candidati agli Esami di Stato - offre riflessioni e suggestioni di grande attualità e di palpitante ...

umanità, nel segno del viaggio.

«Non c'è viaggio senza che si attraversino frontiere - politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle - in quanto definiscono una realtà, un'individualità, le danno forme, salvandola così dall'indistinto - ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte. Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall'altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall'altra parte». 

Oltre generiche aperture e impietose barriere, Claudio Magris affronta sovente il tema della frontiera che «diviene, in alcune opere letterarie, un modo di vivere e sentire, una struttura psicologica e poetica. La frontiera è una striscia che divide e collega, un taglio aspro come una ferita che stenta a rimarginarsi, una zona di nessuno, un territorio misto, i cui abitanti sentono spesso di non appartenere veramente ad alcuna patria ben definita».

«Alle genti di una riva - osserva lo scrittore che ha dedicato molte pagine alla Mitteleuropa - quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull'altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all'altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo».

«La letteratura - spiega Magris in Utopia e disincanto - insegna a varcare i limiti, ma consiste nel tracciare i limiti, senza i quali non può esistere nemmeno la tensione a superarli». «Io penso - aggiunge lo scrittore triestino - che le frontiere vadano superate, ma anche mantenute assieme alla propria identità. Un modo corretto di viverle è sentirsi anche dall'altra parte. Ognuno, come in un mistero medievale, è l’Altro». (Felice d'Adamo)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Dall’altra parte

di Claudio Magris

 

La frontiera è duplice, ambigua; talora è un ponte
per incontrare l’altro,
talora una barriera per respingerlo.

Spesso è l’ossessione
di situare qualcuno o qualcosa dall’altra parte;
la letteratura, fra le altre cose,
è pure un viaggio
alla ricerca di sfatare
questo mito dell’altra parte,
per comprendere che ognuno
si trova ora di qua ora di là -
che ognuno,
come in un mistero medievale,
è l’Altro.

 

"Italia Italy" post

«L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. E’ grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore un capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra». (Nelson Mandela, presidente del Sudafrica, 1918-2013)

EXPLICIT La fine di ...

Rumore bianco

di Don DeLillo

(Stati Uniti 1936-*)

… Una fila in movimento lento, gratificante, che ci dà il tempo di dare un’occhiata ai tabloid nelle rastrelliere. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, che non sia cibo o amore, lo troviamo nelle rastrelliere dei tabloid. Storie di fatti soprannaturali ed extra terrestri. Vitamine miracolose, le cure per il cancro, i rimedi per l’obesità. Il culto delle star e dei morti.

Churchill e l’Europa

Uno dei primi a proporre la creazione degli "Stati Uniti d'Europa" fu Winston Churchill, ex ufficiale dell'esercito, reporter di guerra e primo ministro britannico (1940-45 e 1951-55). Dopo la seconda guerra mondiale, era convinto che solo un'Europa unita potesse garantire la pace. Il suo obiettivo era ... - LEGGI TUTTO

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