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Vita / Come le stelle

La donna delle borse di plastica rigonfie da scoppiare, saliva lenta da via della Croce Rossa, il naso paonazzo già di prima mattina. Vestiva anche d’inverno un paio di fouseaux dei quali mal si riconosceva il colore originale che avrebbe potuto oscillare tra il giallo e il rosa chiaro; il capo sempre nudo ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

Le nozze di Cadmo e Armonia

di Roberto Calasso

Sulla spiaggia di Sidone un toro tentava di imitare un gorgheggio amoroso. Era Zeus. Fu scosso da un brivido, come quando i tafani lo pungevano. Ma questa volta un brivido dolce. Eros gli stava mettendo sulla groppa la fanciulla Europa. …

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L'ITALIA NELLA STORIA

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Dopo una lunga stagione di restauri Castel Thun, in provincia di Trento nella Val di Non, è stato riaperto al pubblico e si presenta in tutto il suo splendore in un fantastico scenario.

Castel Thun è una straordinaria residenza signorile, un raro esempio di dimora principesca che conserva ancora gli arredi originali, oltre a una ricca pinacoteca e a preziose collezioni d’arte. «Armonico risultato di varie fasi evolutive succedutesi nei secoli - spiegano gli esperti dello Studio Esseci -  Castel Thun è un esempio tra i più interessanti di architettura castellana oltre a rappresentare un luogo ...

molto significativo per la storia del principato vescovile: qui nella magnifica stanza del vescovo, morì nel 1800 Pietro Vigilio Thun, l’ultimo principe vescovo della secolare storia del Principato vescovile di Trento. Il maniero unisce il bel palazzo signorile circondato da ampi giardini a un complesso sistema di fortificazioni, costituito da torri, bastioni, fossati e muraglie.
L’aspetto più affascinante di Castel Thun è che non ha mai smesso di essere abitato, conservandosi nel tempo come dimora arredata, specchio del gusto della famiglia, ma anche del confort e delle esigenze degli esponenti di un ricco casato. Rinascimento, Settecento, Impero e Biedermaier convivono nelle sale: secretaires, cassettoni a ribalta, stipi, divani, comodini stile impero, stufe ad olle, argenteria, porcellane, vetri da tavola, armi bianche, forzieri, carrozze, slitte, oltre a dipinti della scuola dei Bassano, ritratti di Giambattista Lampi, Crespi, Molteni, Garavaglia, Procaccini, Bergler, sculture dell’Insom fanno di questa dimora un gioiello da scoprire. Nel percorso espositivo, curato dallo staff del Castello del Buonconsiglio, si potranno vedere alcuni filmati e installazioni multimediali tridimensionali che ricostruiranno la storia del castello e della famiglia Thun. Alla fine del Medioevo la famiglia Thun era già vasta e ramificata, ricca e potente. Possedeva in Trentino e in particolare in Val di Non una rete strategica di castelli e fortezze, fra cui primeggia il maniero di Thun, che domina la valle circostante da un osservatorio privilegiato. Dopo il tracollo delle fortune del casato trentino, che determinò, nel 1871, la vendita del palazzo di città al Comune di Trento, il castello passò nel 1926 al ramo boemo della famiglia, che non solo mantenne l’uso residenziale, ma contribuì alla conservazione dell’edificio e all’arricchimento dell’arredo. Così, quando alla scomparsa dell’ultimo abitante Thun, Zdenko Franz Thun Hohenstein, la Provincia di Trento decise di acquisire il castello, nel 1992, entrò in possesso non solo di un monumento, di uno scrigno di memoria, ricco di collezioni d’arte, di una preziosa biblioteca, di uno straordinario archivio, ma anche dell’aura della vita vissuta, per secoli, da una stirpe illustre di importanza internazionale, che segnò con le sue vicende la storia trentina e mitteleuropea. L’archivio della famiglia poi, è una delle raccolte di documenti più importanti e significative dell’intera regione. Custodito fino al 1992 proprio nel castello, era consultabile, grazie alla intelligenza e alla generosità dei proprietari, fin dall’Ottocento.
L’illustre studioso Tommaso Gar ebbe modo di dichiarare che una storia del Principato trentino e della Contea del Tirolo non potrebbe essere scritta senza consultare queste antiche carte. L’archivio fu purtroppo in parte venduto al ramo boemo della famiglia nel 1879, per fronteggiare la grave situazione economica del casato trentino. Nonostante questo, conserva una quantità tale di pergamene, registri, buste, mappe, da renderlo una testimonianza e una fonte essenziale. La famiglia Thun è’ una delle più antiche, se non la più antica, famiglia nobile del Trentino, documentata già nel 1050. Nel 1190 vengono citati come “illi de Tono” (in seguito anche “de Thono”):la famiglia prese il nome dal luogo di origine,il paese di Ton nella bassa Valle di Non. In seguito il nome assunse la forma tedesca “Thun” o “Thunn”. Vassalli prima dei signori di Flavon e poi degli Appiano, costruiscono i loro primi castelli nell’attuale territorio del comune di Ton: sul dosso di Visione; quello di S. Pietro; un fortilizio sul dosso di Castelletto in prossimità della chiusa della Rocchetta; inoltre il castello di Belvesino,ossia l’attuale castel Thun. Il potere della dinastia feudale si estese soprattutto alle valli di Non e di Sole, con l’acquisizione dei castelli di Bragher, di Castelfondo, di Altaguardia e di Caldes. A Trento i Thun risiedevano in Contrada Larga, nel cuore della città, in alcuni edifici acquisiti a partire dalla metà del secolo XV. Annessi alla matricola nobiliare tirolese nel 1472, vennero elevati al grado di baroni nel 1530 e a quello di conti del Sacro Romano Impero nel 1629, per concessione dell’imperatore Ferdinando II d’Asburgo. Già sul finire del secolo XIV i Thun erano divisi in numerose linee; in seguito le linee principali sono, insieme a quella di Castel Thun, quelle di Braghér, Castelfondo, Caldés, e di Trento. Ad esse si aggiunge l’importante linea boema, il cui capostipite fu Giovanni Cipriano (1569 - 1631): i possedimenti boemi gli provenivano dal fratello Cristoforo Simone, uno dei protagonisti della Guerra dei Trent’anni (1618-1648), che in occasione del conflitto conquistò, grazie anche al favore imperiale, numerosi possedimenti in Boemia, Slesia e Turingia».

La Crusca per l'Italia

Una storica istituzione a tutela della lingua italiana, impegnata ancora oggi nelle nuove frontiere dell’evoluzione linguistica, è l’Accademia della Crusca, che ha sede a Firenze nella Villa Medicea di Castello. Il sito web (www.accademiadellacrusca.it) è un portale interamente dedicato alla lingua ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

Il deserto dei Tartari

di Dino Buzzati

La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d’aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po’ il busto, si assesta con una mano il colletto dell’uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l’ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.

"Italia Italy" post

«Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera». (Umberto Eco, scrittore, Alessandria 1932-2016)

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