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L'ITALIA NELLA STORIA

* 23 giugno 1607: apparizione della Madonna ad Ardesio (Bergamo)

* 23 giugno 1939: accordo tra Italia e Germania che consente ai cittadini dell’Alto Adige di lingua tedesca di rinunciare alla cittadinanza italiana e di trasferirsi nel terzo Reich

INCIPIT L'inizio di ...

Piccolo mondo antico

di Antonio Fogazzaro

(Vicenza 1842-1911)

Non rispondeva che l'eguale, assiduo tuonar delle onde sulla riva, il cozzar delle barche fra loro. Non c'era, si sarebbe detto, un cane vivo in tutto Casarico. Solo una vecchia voce flebile, una voce velata da ventriloquo, gemeva dalle tenebre del portico:

«Andiamo a piedi! Andiamo a piedi!»

Finalmente il Pin comparve dalla parte di San Mamette.

«Oh là!», gli fece Pasotti alzando le braccia. Quegli si mise a correre…

La musica del mare

Estate: voglia di mare, di relax, di sogni. Nasce dall’acqua la vita e il mare è stato cantato da tutti, da sempre. Il mistero degli abissi, la vita che nasce e si differenzia, l’incanto di uno sguardo senza confini, l’orizzonte che unisce acque e cielo, la calma, l’irrequietezza, la tempesta: il mare è tutto … - LEGGI TUTTO

Cara italia, ...

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Cultura e legalità sono necessarie per dare una svolta al declino e aprire nuovi orizzonti a un’Italia dalle grandi tradizioni finita negli ultimi decenni in inquietanti incertezze. Le prelungate crisi accentuano la decadenza alimentando, in un circolo vizioso, pessimismo e disimpegno. Una svolta è possibile se tornano in primo piano i valori della cultura e della legalità. Non è raro che prendano il sopravvento e si affermino sulla scena pubblica “furbi” e incompetenti promossi da improvvisati opinionisti che definiscono categoricamente il bene e il male, propongono legittime ma discutibili opinioni personali come verità assolute. Crescono gli esperti della ...

chiacchiera e della banalità, il linguaggio greve e volgare spacciato come disinibizione e modernità, la rissa e la sopraffazione nei talk-show, la lite continua, la caccia a dossier e a ombre del passato per squalificare gli avversari.

E intanto solo timidi spiragli sembrano aprirsi per la cultura diventata una cenerentola con investimenti ridotti al lumicino, per il patrimonio artistico che perde visitatori o cade a pezzi, per le bellezze naturalistiche su cui continuano ad allungarsi le ombre della criminalità con insospettabili complicità.

L’affermazione della legalità passa anche per una lotta decisa all’evasione fiscale. Quasi tutte le stime parlano di evasione che si aggirerebbe intorno ai 130 miliardi di euro: una montagna di denaro che, con un recupero anche parziale ma significativo, risolverebbe innumerevoli problemi e potrebbe dare una svolta decisa allo sviluppo. E poi c’è la lotta alla corruzione che, sempre secondo stime, potrebbe portare a introiti per altri 60 miliardi di euro. E’ evidente che, proprio perché si tratta di fenomeni sommersi, le cifre relative all’evasione fiscale e alla corruzione sono solo indicative, ma nessuno può negare che il giro di somme sottratte alla collettività è colossale. Senza parlare delle concorrenza spietata che penalizza le aziende oneste e favorisce imprenditori senza scrupoli.

Economisti attenti ma inascoltati propongono rimedi semplici semplici, osteggiati o ignorati per interessi diretti o calcoli elettorali. Non sembra proprio un contributo alla lotta all’evasione lla strenua difesa dell’utilizzo del contante, mentre occorrerebbe puntare sulla moneta elettronica, sulle carte di credito, sui movimenti in denaro tracciabili per favorire la legalità. La realtà nazionale racconta di troppe attività che dichiarano redditi da fame e di dipendenti che guadagnano meno dei datori di lavoro, e troppo facilmente si prendono di mira i servitori dello Stato che combattono evasione e corruzione o si punta il dito contro le inefficienze pubbliche per giustificare l’illegalità.

La pressione fiscale è elevata ed è urgente abbassare le tasse, ma non si deve dimenticare il messaggio della campagna di comunicazione istituzionale contro gli evasori fiscali, definiti “parassiti della società”: «Chi vive a spese degli altri danneggia tutti. Battere l'evasione è tuo interesse». Una minore pressione fiscale favorirebbe la riduzione dell’evasione, ma occorre ricostruire una cultura della legalità, condividere e diffondere l’idea che evasori e corruttori non sono furbi ma semplicemente ladri. Occorre certo un fisco più equo e attento alle situazioni reali e alla disperazione di chi non ce la fa, occorre capire che c’è anche una evasione di sopravvivenza per la quale servono interventi mirati, ma occorre anche isolare chi si aggrappa alle inefficienze dello Stato per giustificare comportamenti illegali e promuovere battaglie populistiche che in definitiva danneggiano pesantemente gli onesti. Il fisco sta compiendo molti passi per presentarsi con un volto davvero amichevole, a volte i metodi possono apparire discutibili, ma da qui a considerarlo un nemico ce ne corre: chi non ha nulla da nascondere nulla ha da temere.

Cultura e legalità possono invertire la rotta del declino e aprire nuovi orizzonti al futuro. Per una società più equa, oltre a sostenere la legalità, occorre sviluppare una cultura della legalità, a partire dalla famiglia e dalla scuola. I valori della tolleranza, della cooperazione, della critica per costruire non per distruggere, dell’attenzione per chi avanza a fatica o rimane indietro, insieme a progetti concreti e a lungimiranti sogni, dovrebbero venare le giornate dei nostri ragazzi. Troppo esile è l’educazione al fair-play e al gusto del bello, dell’arte e della cultura: ma questa è un’altra storia, in gran parte ancora da scrivere. (Anna Ferrero)

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Mi sgomentava il pensiero che i miei trampoli fossero già così alti sotto i miei passi, non mi pareva che avrei avuto la forza di tenere ancora a lungo unito a me, quel passato che già scendeva così lontano. Pertanto, se quella forza mi fosse stata lasciata abbastanza a lungo da poter compiere la mia opera, non avrei mancato anzitutto di descrivervi gli uomini, quand’anche ciò avesse dovuto farli somigliare a esseri mostruosi, come occupanti un posto tanto considerevole, accanto a quello, così angusto, riservato loro nello spazio, un posto, al contrario, prolungato a dismisura, poiché essi toccano simultaneamente, come giganti immersi negli anni, epoche da loro vissute così distanti l’una dall’altra, tra le quali tanti giorni sono venuti a interporsi – nel Tempo.

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