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Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 14 gennaio 1923: il regime fascista costituisce la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

* 14 gennaio 1943: durante la Seconda guerra mondiale comincia la ritirata dall’Unione Sovietica del 4º Corpo d'armata alpino.

* 14 gennaio 1990: debutto dell’opera lirica Tosca di Giacomo Puccini al teatro Costanzi di Roma.

INCIPIT L'inizio di ...

Senza famiglia

di Hector Malot

(Francia 1830-1907)

Sono un trovatello. Ma sino agli otto anni ho sempre creduto di avere una mamma come tutti gli altri bambini, perché per tutti i miei dolori di bimbo c’era il conforto di una donna che mi baciava e mi accarezzava.

Quando il crudo vento dell’inverno, battendo contro i vetri e infilandosi per le fessure, mi assiderava i piedini, ella me li stringeva nelle mani per scaldarmeli e mi cullava con quelle dolci e tristi cantilene che risento ancora nella mia anima …

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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E’ Venezia lo scenario del primo dei Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo di Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017. Ispirato alla notte, il “notturno” in musica si svolge fra emozioni contraddittorie in atmosfere da sogno, con venature di giallo. Atmosfere struggenti con inattesi risvolti, come nella prima storia: Crooner.

«Il mattino in cui individuai Tony Gardner seduto tra i ...

turisti, qui a Venezia la primavera stava appena arrivando». L’incipit della storia introduce nel cuore della città lagunare, fra le orchestre dei caffè Florian, Quadri, Lavena. L’incontro tra il cantante ormai in declino e il chitarrista la cui madre era innamorata delle sue melodie porta a una complicità che volge in una serenata in gondola, ventisette anni dopo il primo soggiorno a Venezia. Ventisette anni dopo quella luna di miele il matrimonio è a una svolta...

 

«... Avrei una proposta da farle, amico mio - spiega il cantante al chitarrista - lasci che le dica che cosa ho in mente, poi lei può rifiutare, se crede – Si chinò verso di me e abbassò la voce. – Posso farle una confidenza? La prima volta che Lindy e io venimmo qui a Venezia, eravamo in luna di miele. Ventisette anni fa. E

nonostante tutti i nostri bei ricordi di questo posto, non ci siamo mai più tornati, non insieme almeno. Perciò, mentre organizzavamo il viaggio, questo nostro viaggio così speciale, ci siamo detti che avremmo dovuto fermarci qualche giorno a Venezia.

- E’ il vostro anniversario, Me Gardner?

- Anniversario? – Sembrava meravigliato.

- Chiedo scusa, - dissi. – L’ho pensato, perché ha detto che si trattava di un viaggio speciale.

Mantenne l’espressione stupita per un poco, poi scoppiò in una fragorosa risata, e, d’improvviso, ricordai una canzone particolare che mia madre ascoltava sempre, una canzone interrotta a metà da un passaggio recitato in cui lui dice che non gli importa se la sua donna lo ha lasciato e conclude con una risata sarcastica. La stessa che ora echeggiava nella piazza. Infine disse:

- Anniversario? No, no, non è il nostro anniversario. Ma ciò che le propongo, non è poi così lontano dall’idea. Perché ho intenzione di fare una cosa molto romantica. Farle una serenata. In piena regola, in stile veneziano. Ed è qui che entra in gioco lei. Lei suona la chitarra, io canto. Ci piazziamo su una gondola, andiamo sotto la finestra, io canto per lei. Alloggiamo in un palazzo non lontano da qui. La finestra della camera da letto affaccia sul canale. L’ora perfetta è appena si fa buio. I lampioni a muro sono proprio la luce che ci vuole. Noi due su una gondola, lei alla finestra. Tutti i suoi brani preferiti. Non dev’essere una cosa lunga: le serate sono ancora troppo fresche. Ho un mente tre o quattro pezzi, non di più. E mi impegno a pagarla bene. Che ne dice?

- Mr Gardner, sarebbe un grande onore per me. Come dicevo, lei è stata una figura importante della mia vita. Per quando pensava di organizzare la cosa?

- Se non piove, perché non questa sera? Verso le otto e trenta? Noi ceniamo presto, quindi avrei finito per quell’ora. Posso inventare una scusa, uscire e venire all’appuntamento. Mi occuperò io della gondola, risaliremo il canale e ci fermeremo sotto la finestra. Sarà perfetto. Che ne dice?

Come immaginerai, era una specie di sogno diventato realtà: per giunta, l’idea era tenerissima; coniugi del genere, sulla sessantina lui, sui cinquanta lei, che hanno ancora voglia di comportarsi come una coppietta di innamorati. In effetti, il progetto era talmente tenero da farmi quasi dimenticare, ma sottolineo il quasi, la scena tra loro a cui avevo appena assistito. Voglio dire insomma che, già a quel punto, in cuor mio sapevo che le cose non sarebbero state chiare e semplici come voleva farle apparire lui…

Le strade erano buie e silenziose quando mi diressi all’appuntamento con Mr Gardner…

- Che fai laggiù? Ti compri le sigarette?

- No, amore. Tutt’altro. Voglio cantare per te.

- Cos’è, una specie di scherzo?

- No, tesoro, non è uno scherzo. E’ Venezia».

 

Poi la serenata, le lacrime,, il finale inatteso e malinconico. La malinconia di Venezia, le leggerezza narrativa di Ishiguro. (F.d’A.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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«L'italiano ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro». (Cesare Marchi, scrittore e giornalista, Villafranca-Verona 1922-1992)

EXPLICIT La fine di ...

 Canne al vento

di Grazia Deledda

(Nuoro 1871-1936)

… Donna Ester, ricordandosi che gli piacevano i fiori, spiccò un geranio dal pozzo e glielo mise fra le dita sul crocefisso: in ultimo ricoprì il cadavere con un tappeto di seta verde che avevano tirato fuori per le nozze. Ma il tappeto era corto, e i piedi rimasero scoperti, rivolti come d'uso alla porta; e pareva che il servo dormisse un'ultima volta nella nobile casa riposandosi prima d'intraprendere il viaggio verso l'eternità.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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