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Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

I ventitré giorni della città di Alba

di Beppe Fenoglio

Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944. Ai primi d’ottobre, il presidio repubblicano, sentendosi mancare il fiato per la stretta che gli davano i partigiani dalle colline (non dormivano da settimane, tutte le notti quelli scendevano a far bordello con le armi, erano esauriti gli stessi borghesi che pure non lasciavano più il letto), il presidio fece dire dai preti ai partigiani che sgomberava, solo che i partigiani gli garantissero l’incolumità dell’esodo. I partigiani garantirono e la mattina del 10 ottobre il presidio sgomberò. …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 10 agosto 1916: a Pola gli Austriaci impiccano il patriota Nazario Sauro

* 10 agosto 1944: le brigate nere uccidono 15 antifascisti a Piazzale Loreto, a Milano

* 11 agosto1944: Firenze insorge e si libera dall'occupazione tedesca

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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E’ Venezia lo scenario del primo dei Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo di Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017. Ispirato alla notte, il “notturno” in musica si svolge fra emozioni contraddittorie in atmosfere da sogno, con venature di giallo. Atmosfere struggenti con inattesi risvolti, come nella prima storia: Crooner.

«Il mattino in cui individuai Tony Gardner seduto tra i turisti, qui a Venezia la primavera stava appena arrivando». L’incipit della storia introduce nel cuore della città  ...

lagunare, fra le orchestre dei caffè Florian, Quadri, Lavena. L’incontro tra il cantante ormai in declino e il chitarrista la cui madre era innamorata delle sue melodie porta a una complicità che volge in una serenata in gondola, ventisette anni dopo il primo soggiorno a Venezia. Ventisette anni dopo quella luna di miele il matrimonio è a una svolta...

 

«... Avrei una proposta da farle, amico mio - spiega il cantante al chitarrista - lasci che le dica che cosa ho in mente, poi lei può rifiutare, se crede – Si chinò verso di me e abbassò la voce. – Posso farle una confidenza? La prima volta che Lindy e io venimmo qui a Venezia, eravamo in luna di miele. Ventisette anni fa. E

nonostante tutti i nostri bei ricordi di questo posto, non ci siamo mai più tornati, non insieme almeno. Perciò, mentre organizzavamo il viaggio, questo nostro viaggio così speciale, ci siamo detti che avremmo dovuto fermarci qualche giorno a Venezia.

- E’ il vostro anniversario, Me Gardner?

- Anniversario? – Sembrava meravigliato.

- Chiedo scusa, - dissi. – L’ho pensato, perché ha detto che si trattava di un viaggio speciale.

Mantenne l’espressione stupita per un poco, poi scoppiò in una fragorosa risata, e, d’improvviso, ricordai una canzone particolare che mia madre ascoltava sempre, una canzone interrotta a metà da un passaggio recitato in cui lui dice che non gli importa se la sua donna lo ha lasciato e conclude con una risata sarcastica. La stessa che ora echeggiava nella piazza. Infine disse:

- Anniversario? No, no, non è il nostro anniversario. Ma ciò che le propongo, non è poi così lontano dall’idea. Perché ho intenzione di fare una cosa molto romantica. Farle una serenata. In piena regola, in stile veneziano. Ed è qui che entra in gioco lei. Lei suona la chitarra, io canto. Ci piazziamo su una gondola, andiamo sotto la finestra, io canto per lei. Alloggiamo in un palazzo non lontano da qui. La finestra della camera da letto affaccia sul canale. L’ora perfetta è appena si fa buio. I lampioni a muro sono proprio la luce che ci vuole. Noi due su una gondola, lei alla finestra. Tutti i suoi brani preferiti. Non dev’essere una cosa lunga: le serate sono ancora troppo fresche. Ho un mente tre o quattro pezzi, non di più. E mi impegno a pagarla bene. Che ne dice?

- Mr Gardner, sarebbe un grande onore per me. Come dicevo, lei è stata una figura importante della mia vita. Per quando pensava di organizzare la cosa?

- Se non piove, perché non questa sera? Verso le otto e trenta? Noi ceniamo presto, quindi avrei finito per quell’ora. Posso inventare una scusa, uscire e venire all’appuntamento. Mi occuperò io della gondola, risaliremo il canale e ci fermeremo sotto la finestra. Sarà perfetto. Che ne dice?

Come immaginerai, era una specie di sogno diventato realtà: per giunta, l’idea era tenerissima; coniugi del genere, sulla sessantina lui, sui cinquanta lei, che hanno ancora voglia di comportarsi come una coppietta di innamorati. In effetti, il progetto era talmente tenero da farmi quasi dimenticare, ma sottolineo il quasi, la scena tra loro a cui avevo appena assistito. Voglio dire insomma che, già a quel punto, in cuor mio sapevo che le cose non sarebbero state chiare e semplici come voleva farle apparire lui…

Le strade erano buie e silenziose quando mi diressi all’appuntamento con Mr Gardner…

- Che fai laggiù? Ti compri le sigarette?

- No, amore. Tutt’altro. Voglio cantare per te.

- Cos’è, una specie di scherzo?

- No, tesoro, non è uno scherzo. E’ Venezia».

 

Poi la serenata, le lacrime,, il finale inatteso e malinconico. La malinconia di Venezia, le leggerezza narrativa di Ishiguro. (F.d’A.)

L’Europa di Ursula

Tedesca, nata in Belgio, europea per cuore e per convinzione, Ursula von der Leyen è la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione europea. Gli eurodeputati l’hanno scelta a scrutinio segreto con 383 votati a favore, 327 contrari e 22 astensioni. Nata a Bruxelles nel 1958, Ursula ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

Il tempo ritrovato

di Marcel Proust

Mi sgomentava il pensiero che i miei trampoli fossero già così alti sotto i miei passi, non mi pareva che avrei avuto la forza di tenere ancora a lungo unito a me, quel passato che già scendeva così lontano. Pertanto, se quella forza mi fosse stata lasciata abbastanza a lungo da poter compiere la mia opera, non avrei mancato anzitutto di descrivervi gli uomini, quand’anche ciò avesse dovuto farli somigliare a esseri mostruosi, come occupanti un posto tanto considerevole, accanto a quello, così angusto, riservato loro nello spazio, un posto, al contrario, prolungato a dismisura, poiché essi toccano simultaneamente, come giganti immersi negli anni, epoche da loro vissute così distanti l’una dall’altra, tra le quali tanti giorni sono venuti a interporsi – nel Tempo.

"Italia Italy" post

«Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere». (Alberto Ronchey, giornalista e scrittore, Roma 1926-2010)

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