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L’Italia in una parola

Lo usiamo tutti, più volte al giorno. Lo conoscono in molti, anche all’estero. Il saluto «ciao» è un chiaro segno della nostra lingua ed è la parola italiana più nota all’estero dopo «pizza», talmente comune che a volte la si esprime senza parlare, solo con un gesto della mano.

«Ciao» è  … - LEGGI TUTTO

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 29 novembre 1223: il papa Onorio III approva la Regola di San Francesco d'Assisi

* 30 novembre 1786: il Granducato di Toscana è il primo Stato ad abolire la pena di morte

INCIPIT L'inizio di ...

Jack Frusciante è uscito dal gruppo

di Enrico Brizzi

Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vota appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro…

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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Storie misteriose e terrificanti sono legate a Triora, il paese delle streghe, in provincia di Imperia. Nella Liguria occidentale sono stati numerosi i processi per stregoneria e Triora, nell’Alta Valle Argentina, è stata a lungo protagonista di vicende intrecciate da fantasie e finite in tragedie. Le “bagiue” si aggiravano in luoghi orridi e deserti, come la Ca’ Botina, la fontana di Campomavùe, la fontana della Noce sotto un grande albero di noci e anche accanto alla chiesa parrocchiale. La ...

terribile carestia del 1587 scatenò violente accuse e si attribuirono le gravi difficoltà propria alle streghe, puntando il dito soprattutto contro le donne della Ca’ Botina, povere e spesso degradate dalla miseria. La posizione isolata di Triora favorì la permanenza di credenze arcaiche e diffuse superstizioni, che nei periodi di gravi difficoltà si traducevano nella caccia alla streghe.  Il Parlamento locale chiese decisi interventi contro le streghe e in paese giunsero un vicario dell’inquisitore di Genova e don Girolamo Del Pozzo in qualità di vicario del vescovo di Alberga. Gli interventi degli inquisitori furono energici: venti donne furono arrestate e rinchiuse in case private trasformate in prigioni, dai nomi che ancora oggi suonano sinistri, come la Casa delle streghe (Ca’ de baggiure”) e Casa degli spiriti (Ca’ di spiriti”). Nel corso del processo le streghe e anche un bambino furono sottoposti a torture e coinvolsero anche altre donne del paese e perfino “matrone” dell’alta società. 

Il paese finì nel terrore, con accuse a catena, incarcerazioni, supplizio col fuoco tentativi di fuga finiti tragicamente, morti per torture. Le donne incriminate erano accusate sostanzialmente di commercio col diavolo, reati contro Dio, assassini di donne e bambini. Le torture portavano le imputate a confessare colpe innominabili e a denunciare familiari e amici. L’angosciante piega presa dal processo portò lo stesso Consiglio degli Anziani a prenderne le distanze e, dopo varie sollecitazioni al doge e al vescovo, il 23 aprile 1589 l’Inquisizione ordinò di porre fine al processo.

Alle spietate vicende del triennio di caccia alle streghe recentemente Triora ha dedicato un convegno ed eretto un monumento raffigurante una strega “riabilitata” e sorridente, con tanto di scopa, nell'atto di offrire un filtro magico al visitatore. (F.d'A.)

Ciak con tante storie

Sfumature della Repubblica Ceca dal grigio al rosa, tra storie del passato e storie d’amore. C’è una Repubblica Ceca immortale, catturata da pellicole cinematografiche intramontabili e sempre più spesso dai ciak più recenti. A volte al naturale, spesso rimaneggiati per essere spacciati per altri luoghi ... - LEGGI TUTTO

"Italia Italy" post

«Le difficoltà piegano alcuni uomini, ma ne rafforzano altri. Non esiste ascia sufficientemente affilata da poter tagliare l’anima di un peccatore che continua a provare, animato solo di speranza, con la convinzione che alla fine riuscirà ad alzarsi». (Nelson Mandela, presidente del Sudafrica, 1918-2013)

EXPLICIT La fine di ...

Il potere e la gloria

di Graham Greene

«Se poteste lasciarmi entrare» disse l’uomo con uno strano sorriso sgomento; e abbassando d’un tratto la voce, disse al ragazzo: «Io sono un prete». «Voi?» esclamò il ragazzo. «Sì» egli fece dolcemente «Il mio nome è Padre…». Ma il ragazzo aveva già spalancato la porta, e prima che l’altro potesse darsi un nome, s’era già portata la sua mano alle labbra.

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Test 1 Storia del '900

 

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