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Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

INCIPIT L'inizio di ...

I ventitré giorni della città di Alba

di Beppe Fenoglio

Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944. Ai primi d’ottobre, il presidio repubblicano, sentendosi mancare il fiato per la stretta che gli davano i partigiani dalle colline (non dormivano da settimane, tutte le notti quelli scendevano a far bordello con le armi, erano esauriti gli stessi borghesi che pure non lasciavano più il letto), il presidio fece dire dai preti ai partigiani che sgomberava, solo che i partigiani gli garantissero l’incolumità dell’esodo. I partigiani garantirono e la mattina del 10 ottobre il presidio sgomberò. …

Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 10 agosto 1916: a Pola gli Austriaci impiccano il patriota Nazario Sauro

* 10 agosto 1944: le brigate nere uccidono 15 antifascisti a Piazzale Loreto, a Milano

* 11 agosto1944: Firenze insorge e si libera dall'occupazione tedesca

Cara italia, ...

Volti del Made in Italy

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«La sfida della crisi climatica può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore. L’Italia può dare un importante contributo per provare a costruire un mondo più sicuro, civile, gentile». Sono messaggi del Manifesto di Assisi per un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica, che può considerarsi la risposta italiana contro la crisi climatica. È una sfida impegnativa che procede lungo la direzione indicata dall’enciclica Laudato si’, di Papa Francesco e ancor prima dal Cantico delle creature di San ...

Francesco d’Assisi.

Il documento ha già raccolto migliaia di adesioni, tra rappresentanti di istituzioni mondo economico, politico, religioso e della cultura, e punta a rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo. Tra i promotori del Manifesto di Assisi il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il custode del Sacro Convento di Assisi padre Mauro Gambetti, il direttore della rivista "San Francesco" padre Enzo Fortunato, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, l’amministratore delegato Enel Francesco Starace, e l’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli.

Chiunque può firmare il Manifesto di Assisi come impegno a fare la propria parte per costruire un’umanità più solidale e un futuro migliore. Le istituzioni devono avere la forza e il coraggio di fare scelte a favore di un’economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. E per questo è necessaria una visione chiara del futuro e un solido patto che coinvolga tutti, che impegni ciascuno per il proprio ruolo e responsabilità.

Ed ecco il testo integrale del Manifesto di Assisi per un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica:

Affrontare con CORAGGIO la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di FUTURO. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’ENCICLICA LAUDATO SI’ di Papa Francesco.

Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa SFIDA può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità. E può vedere un’Italia in prima fila. Già oggi in molti settori, dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato ai servizi, dal design alla ricerca, siamo protagonisti nel campo dell’ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILE. Siamo, ad esempio, primi in Europa come percentuale di riciclo dei rifiuti prodotti.

La nostra GREEN ECONOMY rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla BELLEZZA, all’efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di COMUNITÀ e territori. Fa della COESIONE SOCIALE un fattore produttivo e coniuga EMPATIA e tecnologia. Larga parte della nostra economia dipende da questo.

I nostri problemi sono grandi e antichi: non solo il debito pubblico ma le DISEGUAGLIANZE sociali e territoriali, l’illegalità e l’economia in nero, una burocrazia spesso inefficiente e soffocante, l’incertezza per il presente e il futuro che alimenta paure. Ma l’ITALIA è anche in grado di mettere in campo risorse ed esperienze che spesso non siamo in grado di valorizzare. Noi siamo convinti che non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia.

La SFIDA DELLA CRISI CLIMATICA può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore.
Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un MONDO PIÙ SICURO, CIVILE, GENTILE.

L’Europa di Ursula

Tedesca, nata in Belgio, europea per cuore e per convinzione, Ursula von der Leyen è la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione europea. Gli eurodeputati l’hanno scelta a scrutinio segreto con 383 votati a favore, 327 contrari e 22 astensioni. Nata a Bruxelles nel 1958, Ursula ... - LEGGI TUTTO

EXPLICIT La fine di ...

Il tempo ritrovato

di Marcel Proust

Mi sgomentava il pensiero che i miei trampoli fossero già così alti sotto i miei passi, non mi pareva che avrei avuto la forza di tenere ancora a lungo unito a me, quel passato che già scendeva così lontano. Pertanto, se quella forza mi fosse stata lasciata abbastanza a lungo da poter compiere la mia opera, non avrei mancato anzitutto di descrivervi gli uomini, quand’anche ciò avesse dovuto farli somigliare a esseri mostruosi, come occupanti un posto tanto considerevole, accanto a quello, così angusto, riservato loro nello spazio, un posto, al contrario, prolungato a dismisura, poiché essi toccano simultaneamente, come giganti immersi negli anni, epoche da loro vissute così distanti l’una dall’altra, tra le quali tanti giorni sono venuti a interporsi – nel Tempo.

"Italia Italy" post

«Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere». (Alberto Ronchey, giornalista e scrittore, Roma 1926-2010)

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