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Accadde oggi ...

L'ITALIA NELLA STORIA

* 14 gennaio 1923: il regime fascista costituisce la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

* 14 gennaio 1943: durante la Seconda guerra mondiale comincia la ritirata dall’Unione Sovietica del 4º Corpo d'armata alpino.

* 14 gennaio 1990: debutto dell’opera lirica Tosca di Giacomo Puccini al teatro Costanzi di Roma.

INCIPIT L'inizio di ...

Senza famiglia

di Hector Malot

(Francia 1830-1907)

Sono un trovatello. Ma sino agli otto anni ho sempre creduto di avere una mamma come tutti gli altri bambini, perché per tutti i miei dolori di bimbo c’era il conforto di una donna che mi baciava e mi accarezzava.

Quando il crudo vento dell’inverno, battendo contro i vetri e infilandosi per le fessure, mi assiderava i piedini, ella me li stringeva nelle mani per scaldarmeli e mi cullava con quelle dolci e tristi cantilene che risento ancora nella mia anima …

Verdi, mito italiano

Uno dei simboli dell’Italia nel mondo è Giuseppe Verdi, musicista fra i più coinvolgenti di tutti i tempi, celebrato ogni anno con innumerevoli iniziative e proposto nei più prestigiosi teatri internazionali. Dopo due secoli le sue opere continuano a essere di grande attualità e a suscitare emozioni e ... - LEGGI TUTTO

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Una delle tante vittime della ferocia nazista dimenticate è Mafalda di Savoia. Figlia del re d’Italia Vittorio Emanuele III e della regina Elena del Montenegro, ha finito i suoi giorni nel campo di sterminio di Buchenwald il 28 agosto 1944. Suo papà è stato complice e protagonista del periodo fascista, favorendo l’ascesa di Mussolini dopo la Marcia su Roma e la politica che ha portato anche alle leggi razziali e alla guerra mondiale, e lei ha pagato con la vita le colpe di una ...

dinastia, quando l’Italia ha voltato pagina.

Mafalda di Savoia, principessa d'Italia per nascita, divenne principessa d’Etiopia e d’Albania, quando queste entrarono a far parte del Regno e dell’Impero italiano. Sposò il principe tedesco Filippo d’Assia-Kassel nel 1925 e nel settembre 1943, al momento della firma dell’armistizio, si trovava in Bulgaria presso sua sorella Giovanna, che aveva sposato il re bulgaro Boris III, allora in fin di vita. Non sapeva nulla della svolta politica e dell’armistizio, tenuta all’oscuro perché suo marito era un fedele di Hitler. Durante il viaggio di ritorno venne informata delle vicende italiane dalla regina Elena di Romania, che salì personalmente sul treno su cui viaggiava e cercò di farle interrompere il viaggio per Roma. Mafalda non seguì il consiglio, certa che non avrebbe corso rischi per la sua incolumità, essendo anche principessa tedesca per il matrimonio con Enrico.

Il viaggio di ritorno in Italia ebbe come tappa l’ambasciata italiana a Budapest e poi in aereo avrebbe dovuto raggiungere Bari. Atterrò invece a Pescara e, dopo una breve permanenza a Chieti, riuscì a tornare a Roma e a rivedere i suoi figli, che si trovavano in Vaticano protetti da monsignor Montini, poi Paolo VI. Mafalda non sapeva che il marito era stato arrestato e si trovava già in Germania. Qualche giorno dopo, scattò l’Operazione Abeba: il comando tedesco la convocò per un incontro telefonico con il marito e, quando fu nell’ambasciata, l’autista venne arrestato e lei fu fatta imbarcare su un aereo con destinazione Monaco di Baviera. Fu poi portata a Berlino e quindi nel lager di Buchenwald. Le imposero di non rivelare la sua identità, le venne assegnato il nome falso di von Weber, fu rinchiusa nella baracca numero 15 e le fu affiancata una testimone di Geova, dalla quale i tedeschi contavano di avere particolari confidenze sull'Italia. Intanto suo marito Enrico era stato rinchiuso nel campo di concentramento di Flossenbürg.

Mafalda rimase gravemente ferita quando giunsero gli alleati che bombardarono il campo di Buchenwald. Le fu amputato un braccio andato in cancrena, subì un dolorosissimo intervento nel postribolo che fungeva da ospedale e, abbandonata a sé stessa, morì dissanguata. Il sacerdote addetto alla benedizioni dei morti, venuto a sapere che si trattava della principessa italiana, ottenne che non finisse nel forno crematorio. Venne seppellita in terra con il numero 262 e la scritta Eine unbekannte Frau - Una donna sconosciuta. Ora riposa nel cimitero di Cronburg, dove fu trasferita dopo la guerra. La vegliano ancora una croce di legno e una piccola lapide apposta da un gruppo di italiani già nel campo di Buchenwald.(Felice d'Adamo)

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"Italia Italy" post

«L'italiano ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro». (Cesare Marchi, scrittore e giornalista, Villafranca-Verona 1922-1992)

EXPLICIT La fine di ...

 Canne al vento

di Grazia Deledda

(Nuoro 1871-1936)

… Donna Ester, ricordandosi che gli piacevano i fiori, spiccò un geranio dal pozzo e glielo mise fra le dita sul crocefisso: in ultimo ricoprì il cadavere con un tappeto di seta verde che avevano tirato fuori per le nozze. Ma il tappeto era corto, e i piedi rimasero scoperti, rivolti come d'uso alla porta; e pareva che il servo dormisse un'ultima volta nella nobile casa riposandosi prima d'intraprendere il viaggio verso l'eternità.

In Piazza Navona

Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che ... - LEGGI TUTTO

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