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INCIPIT L'inizio di ...

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano

(Torino 1982-*)

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla.

«Allora, lo bevi o no questo latte?» la incalzò di nuovo suo padre…

Rubbia fra le stelle

Premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia è uno dei volti più noti del mondo scientifico italiano e internazionale. La sua attività di ricercatore si è svolta soprattutto al Cern di Ginevra, il più importante laboratorio al mondo per la fisica delle alte energie. Per cinque anni, dal 1989 al 1994, è stato anche direttore ... - LEGGI TUTTO

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Una delle tante vittime della ferocia nazista dimenticate è Mafalda di Savoia. Figlia del re d’Italia Vittorio Emanuele III e della regina Elena del Montenegro, ha finito i suoi giorni nel campo di sterminio di Buchenwald il 28 agosto 1944. Suo papà è stato complice e protagonista del periodo fascista, favorendo l’ascesa di Mussolini dopo la Marcia su Roma e la politica che ha portato anche alle leggi razziali e alla guerra mondiale, e lei ha pagato con la vita le colpe di una ...

dinastia, quando l’Italia ha voltato pagina.

Mafalda di Savoia, principessa d'Italia per nascita, divenne principessa d’Etiopia e d’Albania, quando queste entrarono a far parte del Regno e dell’Impero italiano. Sposò il principe tedesco Filippo d’Assia-Kassel nel 1925 e nel settembre 1943, al momento della firma dell’armistizio, si trovava in Bulgaria presso sua sorella Giovanna, che aveva sposato il re bulgaro Boris III, allora in fin di vita. Non sapeva nulla della svolta politica e dell’armistizio, tenuta all’oscuro perché suo marito era un fedele di Hitler. Durante il viaggio di ritorno venne informata delle vicende italiane dalla regina Elena di Romania, che salì personalmente sul treno su cui viaggiava e cercò di farle interrompere il viaggio per Roma. Mafalda non seguì il consiglio, certa che non avrebbe corso rischi per la sua incolumità, essendo anche principessa tedesca per il matrimonio con Enrico.

Il viaggio di ritorno in Italia ebbe come tappa l’ambasciata italiana a Budapest e poi in aereo avrebbe dovuto raggiungere Bari. Atterrò invece a Pescara e, dopo una breve permanenza a Chieti, riuscì a tornare a Roma e a rivedere i suoi figli, che si trovavano in Vaticano protetti da monsignor Montini, poi Paolo VI. Mafalda non sapeva che il marito era stato arrestato e si trovava già in Germania. Qualche giorno dopo, scattò l’Operazione Abeba: il comando tedesco la convocò per un incontro telefonico con il marito e, quando fu nell’ambasciata, l’autista venne arrestato e lei fu fatta imbarcare su un aereo con destinazione Monaco di Baviera. Fu poi portata a Berlino e quindi nel lager di Buchenwald. Le imposero di non rivelare la sua identità, le venne assegnato il nome falso di von Weber, fu rinchiusa nella baracca numero 15 e le fu affiancata una testimone di Geova, dalla quale i tedeschi contavano di avere particolari confidenze sull'Italia. Intanto suo marito Enrico era stato rinchiuso nel campo di concentramento di Flossenbürg.

Mafalda rimase gravemente ferita quando giunsero gli alleati che bombardarono il campo di Buchenwald. Le fu amputato un braccio andato in cancrena, subì un dolorosissimo intervento nel postribolo che fungeva da ospedale e, abbandonata a sé stessa, morì dissanguata. Il sacerdote addetto alla benedizioni dei morti, venuto a sapere che si trattava della principessa italiana, ottenne che non finisse nel forno crematorio. Venne seppellita in terra con il numero 262 e la scritta Eine unbekannte Frau - Una donna sconosciuta. Ora riposa nel cimitero di Cronburg, dove fu trasferita dopo la guerra. La vegliano ancora una croce di legno e una piccola lapide apposta da un gruppo di italiani già nel campo di Buchenwald.(Felice d'Adamo)

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EXPLICIT La fine di ...

Le chiavi del regno

di Archibald Joseph Cronin

(Regno Unito 1896-1981)

… Quando il ragazzo arrivò trafelato con la lattina piena di vermi, aggrovigliati e palpitanti, schioccò la lingua.

«E poi di’ che non sei un ragazzo fortunato: tu, cui tocca in sorte di andare per trote col miglior pescatore Tweedside. Il buon Dio ha creato i pesciolini, Andrea... e ha mandato noi quaggiù per pescarli».

Si allontanarono tenendosi per mano. Scomparvero laggiù, lungo il sentiero che conduceva al fiume.

Galleria degli Artisti

Sinfonia per l’Italia

Le sue melodie hanno pervaso l’Europa, la sua passione per l’Italia si è tradotta in una sinfonia non solo musicale. Franz Liszt fu innamorato dell’Italia ed esplorò paesaggi, letteratura, lirica, tradizioni del nostro paese traducendole nel suo linguaggio espressivo, quello della musica. «Il bello di questo ... - LEGGI TUTTO

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